COMINCIARE & FINIRE/II. RISONANZE

January 2, 2018

 

 

Amavamo Carver, questo era uno dei dati di fatto inattaccabili di questi primi 40 anni di vita. Sintesi della realtà, realtà sempre, anche a costo di apparire crudo.

E amavamo Calvino. La purezza cristallina di una costruzione linguistica di pesi e contrappesi, affinché il lettore non si accorga di nulla, se non della facilità con cui l’occhio scorre sugli uomini, le piante, gli astri, gli eventi minuscoli della vita, facendo un giro leggero e profondo in una narrazione che non trascura alcun dettaglio.

Cechov nemmeno nominarlo. Come dire: mica mettiamo in discussione colui che ha continuato a raccontare l’uomo tutto intero come (non) lo conosciamo, da una posizione oggettiva come solo un medico può essere.

Scoprire che sono tutti e tre legati da un dialogo costante, quanto più ci immergiamo nella lettura, lascia noi per primi senza parole.

Prendete una sola poesia o racconto breve di Carver, un qualunque scritto di Calvino (possiamo arrivare anche al libretto d’opera), o un qualunque racconto o scena di Cechov: chiudete gli occhi, un tema si intreccia alla voce di tutti e tre, e non si sa più dove finisce la Leggerezza di Calvino, l’Esattezza di Carver, il Cominciare & Finire di Cechov.

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